L'Ufficio unico delle espropriazioni

 

Sintesi tratta da:

IL Sole-24 Ore  -  (Autore)   Eduardo  Raca

 

Al pari delle pubbliche amministrazioni ogni Ente locale dovrà istituire un autonomo ufficio espropriazioni o, in subordine, dovrà attribuire i poteri in materia espropriativa a un ufficio già esistente. Queste due opzioni organizzative - imposte in maniera alternativa dal comma2 dell'articolo 6 del Dpr 327/2001 - costituiscono la logica conseguenza della scelta semplificatoria contenuta nel comma 1. di affidare la competenza della procedura espropriativa all'ente pubblico che realizza l'opera. Una soluzione diversa da quella adottata si sarebbe infatti rivelata controproducente, perché avrebbe comportato un'inutile lievitazione dei costi e dei tempi di esecuzione dei lavori pubblici.

Va però detto che il modello organizzativo prescelto, che concentra le attività espropriative in un unico ufficio dell'ente pubblico che esegue il progetto di un'opera, potrà essere attuato con relativa facilità solo presso gli enti grandi. Più problematica si presenta la sua adozione negli enti di dimensioni minori. Presso le Regioni, le Province e i grandi Comuni già operano specifici uffici cui è affidato il compito di gestire le procedure espropriative.

Con l'entrata in vigore del testo unico, gli uffici espropriativi degli enti non saranno più costretti a districarsi tra le numerose disposizioni emanate in maniera scoordinata dal 1865 fino al marzo 2001 e abrogate espressamente dall'articolo 58 che le elenca cronologicamente in ben 140 punti. Essi  potranno, finalmente, fare riferimento a un unico testo normativo omogeneo e facilmente consultabile, elaborato oltretutto in maniera comprensibile dal Consiglio di Stato.

Dovranno invece attrezzarsi in modo adeguato gli enti più piccoli, cui giovano poco sia la norma regolamentare contenuta nel comma 5 dell'articolo 6. che consente in mancanza di figure dirigenziali, di affidare la responsabilità dell'ufficio  espropriazioni a un dipendente con la qualifica più elevata sia l'assenza di una disposizione che prescriva il possesso di specifici requisiti per ricoprire tale responsabilità, peraltro espressamente dettata per la figura  del responsabile del procedimento di un'opera pubblica.
Per la delicatezza rivestita l'attività  espropriativa va affidata a dirigenti in grado di farsi carico delle elevate responsabilità nei confronti dell'ente di appartenenza e di terzi destinatari dei provvedimenti, che non essendo sempre disposti ad accettare supinamente la perdita della proprietà, sono pronti a volgere a proprio vantaggio gli eventuali errori procedimentali  commessi.  Al  riguardo va detto con chiarezza che, non ha più senso attribuire incarichi dirigenziali a personale che non riveste tale qualifica, specialmente dopo l'eliminazione del vincolo che fino a qualche tempo fa impediva ai piccoli enti di dotarsi di figure dirigenziali. Le procedure  espropriative vanno affidate nelle mani esperte di personale specializzato, adeguatamente formato in grado di dedicare a tale funzione la maggior parte della sua  attività lavorativa, di padroneggiarne tutti gli aspetti e di governare Ia complessità dei problemi  da  affrontare.
Seguendo il suggerimento contenuto nei comma 4 dell'articolo 6, per i piccoli Comuni si impone Ia costituzione di uffici espropriativi in forma associata, incardinandoli eventualmente presso strutture già esistenti e tenendo presente che sia io Stato che alcune  Regioni destinano risorse sempre più consistenti per incentivare l'esercizio aggregato di funzioni comunali in rapporto  alle spese sostenute. Si potranno utilizzare poli di servizi tecnici gia operanti presso le Comunità montane, le unioni di Comuni e i consorzi, eventualmente rafforzandoli con la dotazione di ulteriori risorse professionali e strumentali o costituirli ex-novo presso tali enti. Si potranno eventualmente stipulare convenzioni utilizzando i due modelli previsti dall'articolo 30 del Dlgs 267/2000, che si basano rispettivamente:

In ogni caso occorrerà definire le dotazioni del personale e patrimoniali da destinare al servizio espropriazioni da gestire in forma associata, il piano finanziario della gestione, regolamentare i rapporti con specifico riferimento alla durata del servizio in comune, alle modalità di consultazione, ai reciproci obblighi e garanzie. Si risparmieranno in tal modo risorse, ma soprattutto si avrà la possibilità di gestire la funzione espropriativa in maniera più razionale.