Espropriazione e realizzazione

Sintesi tratta da:

IL Sole-24 Ore   -   (Autore)   Avv. Corrado Maucieri

Nell'ordinamento previgente, il ricorso all'occupazione temporanea d'urgenza e all'esecuzione anticipata dell'opera rispetto al momento dell'acquisizione della proprietà dell'area era ormai divenuto normale e sistematico, anziché eccezionale e straordinario, essendosi prevista la dichiarazione di indifferibilità e urgenza ex legge quale effetto automatico dell'approvazione del progetto dell'opera pubblica o di determinati piani urbanistici attuativi (articolo 1 della legge 1/1978; piani di edilizia economica e popolare e piani per insediamenti produttivi).
Tale inversione della sequenza logica degli eventi, che aveva determinato un enorme contenzioso a causa della mancata tempestiva definizione dei procedimenti espropriativi, è esclusa dal testo unico, perché ora l'amministrazione che realizza l'opera può immettersi nel possesso dell'area e può iniziare i lavori soltanto dopo che, attraverso l'emanazione del decreto di esproprio, si sia perfezionata l'acquisizione della proprietà del bene.
Ciò esclude anche l'ulteriore sistematico ricorso all'istituto, di stretto conio giurisprudenziale, dell'occupazione acquisitiva, dichiarato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo «contraria alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo», anche se il testo unico ha mantenuto la possibilità di un'acquisizione alla mano pubblica dell'area dopo l'esecuzione dell'opera avvenuta senza preventiva dichiarazione di pubblica utilità e senza decreto di esproprio, in forza di un atto amministrativo, ma con salvezza del diritto della parte privata al risarcimento dei danni. Si tratta di un evento eccezionale, anche perché può comportare responsabilità erariale per i maggiori oneri di realizzazione dell'opera pubblica.
L' occupazione temporanea per provvedere all'organizzazione del cantiere e dei lavori è stata mantenuta. ma conservandole le caratteristiche di provvedimento eccezionale che presentava nella legge 2359/1865, ed è destinata a cessare a lavori finiti.